LA NOSTRA STORIA

Invictus Basket Livorno è nata nel 2017 assorbendo gran parte del settore giovanile a seguito del crack della Labronica Basket. La Libertas Livorno 1947 è stata rifondata il 30 Gennaio 2019 dopo aver incorporato il Meloria 2000, fondato da Maurizio Vortici nel 1994.

Oggi la Invictus Basket Livorno è una società satellite della Libertas e rappresenta l’Accademia di Basket del movimento, pensata per curare la crescita del minibasket e del settore giovanile. La Libertas Livorno 1947 ha la missione di dare continuità alla storica Libertas fondata nel 1947 e rispettare i valori sportivi e etici della società che per tanti anni ha militato nella massima serie.

L’obiettivo della nostra organizzazione è quello di garantire il divertimento a atleti di tutte le età, tifosi e genitori. Vogliamo gestire la società in modo sano, trasparente e con il pieno e assiduo coinvolgimento di tutti i nostri iscritti.

Le origini

La Libertas viene fondata il 1 Novembre 1947 grazie agli sforzi di personaggi del calibro di Gronchi, Sandrino Lomi, Dino Lugetti, Gaetano D’alesio ed altri appassionati della palla a spicchi, sport già molto popolare anche grazie alla presenza di molti soldati Americani rimasti a Livorno nell’immediato dopoguerra.

La squadra parte dalla serie C e i primi giocatori stranieri arrivano nel 1951, si chiamano Bill Grison e John Kirshner. L’allora serie A viene raggiunta dalla squadra allenata da Otello Formigli. Tra le propria fila ci sono Silvio Gatto, “Cacco” Benvenuti, Mario Andreo, Elio Becucci e Lorenzo Gremigni. Quest’ultimo diventerà poi un celebre giornalista. L’anno successivo  esordisce il compianto Maurizio Cosmelli e la Libertas inizia a sfornare talenti grazie ad un settore giovanile forte e all’intuito di Lomi. Nel 1958 la Libertas è tra le Elette e si affacciano in prima squadra campioni come Valerio Vatteroni, Mauro Baroncini, Roberto Raffaele, Giuliano Marcacci, Gianfranco Guantini e Massimo Cosmelli, fratello minore di Maurizio, che poi farà le fortune della Nazionale Italiana.

La Fargas e gli anni '60

Gli anni ’60 sono anni stupendi per la Libertas sponsorizzata FARGAS. Nel 1960/61 è nelle Elette e nel roster ci sono due grandi come Stelio Posar e Giuseppe Orzali. Dalle giovanili arrivano giocatori che faranno la storia del club come Roberto Chirico, Massimo Cempini, Giuseppe Orzali e Massimo Pozzilli. La continua produzione di giocatori di alto livello rende meno dolorosa la cessione di Villetti, Raffaele e Cosmelli. Come dimenticare la vittoria sulla Simmenthal campione di Italia ottenuta con una grande prestazione di Bill China Allen, ritrovato pochi minuti prima ubriaco in un albergo? Nel 67/69, nonostante l’avvicendamento di Formigli con Benvenuti e la presenza di un totem come Trajko Rajkovic, la Libertas retrocede in serie B. L’anno dopo la Libertas sconfigge i cugini della PL 46-89, infliggendo il maggiore scarto nel derby: +43. Arrivano anche Luigi Paoli, Mauro Bernardini e Gino Natali e solo due anni più tardi, al termine del campionato 69/70, la squadra guidata da Mauro Baroncini torna in paradiso!

Le battaglie degli anni '70

Gli anni ’70 si aprono con una sfortunata retrocessione dopo una controversa sconfitta contro la Norda Bologna. Lo straniero è l’oriundo Vic Bartolome e in quella squadra ci sono anche Ernesto Mariani, Daniele Stefanini, Antonio Malanima, Giuliano Garibaldi e un giovanissimo Giancarlo Guidi. Inizia una lunga permanenza nella seconda serie dove la Libertas spesso battaglia per la promozione magistralmente guidata dal quel grande cecchino che era “Tazza” Guidi. Si formano giocatori come Mauro Volpi, Alessandro Pasquinelli, Stefano Fantoni e il talentuoso playmaker Massimo Giusti.

Verso la fine degli anni’70 la squadra affidata al mitico Gianfranco “Cacco” Benvenuti si potenzia ulteriormente con Pironti e Tessarolo. Nel campionato 77/78 esordisce il sedicenne Alessandro Fantozzi proprio a fianco del cavallo di ritorno Massimo Cosmelli.

I meravigliosi anni '80

Gli anni ’80 sono stati magici. Il ritorno in serie A avviene dopo una durissima battaglia con la Giovinetti Bergamo, vinta dopo un finale drammatico e 2 tiri liberi realizzati da Fantozzi a tempo scaduto. L’anno successivo tornano gli Americani, al ruvido pivot Rudy Hackett si aggiunge un talento cristallino che lascerà il segno nella memoria dei Libertassini: Abdul Jeelani. Con l’apporto di Mimmo Giroldi e i rinforzi di Giancarlo Lazzari è subito A1. La “Peroni Analcolica” di Cardaioli si comporta bene ottenendo la salvezza, anche grazie al contributo di un giocatore di classe come Kevin Restani. Memorabile la vittoria a Milano con un canestro di Bob Paleari da 17 metri, a fil di sirena. Arrivano poi Andrea Forti e Flavio Carera e la Libertas raggiunge i quarti di finale dei play-offs uscendo a testa alta in Gara 3 con la Jollycolombani Cantù. Nonostante l’arrivo di Alberto Tonut, c’è la retrocessione sotto la guida di Giancarlo Primo. Ma è un episodio. Nel 1986, con l’arrivo di Alberto Bucci, torniamo in A1. Negli anni successivi la squadra cresce, prima con Joe Binion e Jeff Cook e poi con la coppia Lee Johnson e Scott May. Il culmine arriva nel 1989, quando la Enichem raggiunge la finale scudetto contro Milano. Un arbitraggio scandaloso che permette a Albert King di giocare con 6 falli, un canestro negato a Forti all’ultimo respiro e episodi strani avvenuti negli spogliatoi nel dopo partita ci negano uno scudetto che è comunque cucito sul nostro cuore. Purtroppo è l’inizio della fine.

Il declino e la radiazione

Va via Bucci e nonostante la Libertas sia forte, la gestione Andy Russo non si dimostra all’altezza e il campionato 89/90 risulterà deludente. Meglio l’anno dopo con Mauro Di Vincenzo, ma con Plansky e Jones al posto di Binion e Alexis siamo fuori al primo turno dei play-offs. L’anno dopo irrompe sulla scena un faccendiere che risponde al nome di Francesco Querci che ha l’assurda idea di fondere la Libertas con la Pallacanestro Livorno. La squadra, con Dado Lombardi in panchina, ha tra le proprie fila un campione come Richardson e un giovane di belle speranze come Zan Tabak, ma quella non è più la Libertas. Problemi gestionali di ogni genere ci portano nel 1994 alla radiazione. Il codice FIP della Libertas viene definitivamente cancellato e 47 anni di storia gloriosa spariscono in un attimo.

La fusione è una pessima idea e i loschi sotterfugi di Querci vengono puniti duramente. A metà degli anni ’90 Livorno resta senza pallacanestro.

La rifondazione

Tanti sono stati i tentativi di ridare vita alla Libertas. Nello D’Alesio ci prova con il suo Don Bosco ma manca il sostegno dei tifosi storici. C’è un avvicinamento alla Liburnia, rilevata dalla famiglia Pardini. La società sfoggia il logo con le vele che era sulle maglie della Libertas di Boris e D’Alesio e il tentativo pare riuscire. Dopo il trionfale approdo in serie B però qualcosa si rompe. Un conflitto insanabile tra la dirigenza e i giocatori ma soprattutto dei litigi accesi con i tifosi portano allo sgretolamento di questo progetto.

Nel 2017 un folto gruppo di tifosi storici crea l’Associazione Tifosi Libertas Livorno, con la missione di identificare un contesto giusto per rifondare la Libertas. Stavolta il progetto parte dai supporter che scelgono Invictus Meloria. La dirigenza Invictus lavora instancabilmente insieme all’associazione per trasformare la società e finalmente, il 30 Gennaio 2019, avviene il definitivo cambio di denominazione. La Libertas Livorno 1947 ha la missione di essere riconosciuta come la diretta discendente della Libertas che tutti conosciamo e viene accolta con entusiasmo anche da grandi ex del passato tra cui Fantozzi, Forti, Tonut, Carera, De Raffaele, Rossi e molti altri.

Noi non abbiamo dubbi, la Libertas Livorno è rinata nelle Minors…