“…ed è qui…oggi… stasera                  

che il riflesso fa memoria;

e lo fa per chi non c’era,

perché fu una bella storia”

Coloro che non c’erano, in quei formidabili anni 70 e 80, sono i giovani di oggi; i trentenni come il ns. capitano Luca Marini, i diciotto/ventenni come i nostri prospetti più interessanti, i giovani e i più piccoli del nostro fiorente vivaio; ma anche tutti i loro coetanei che in qualche modo, oggi, seguono le vicende della rinata Libertas Livorno 1947.

Il riflesso che arriva da quei tempi, dalle penetrazioni di Fantozzi, dalle finte di Jeelani, dalle bombe di Forti, dalle braccia aperte a dare indicazioni del mitico Alberto Bucci, dal palasport stracolmo, dalla curva nord straripante di cuori palpitanti è un riflesso che fa sì memoria ma che, più che altro, deve indicare la strada con la sua luce; niente di più. Poi la strada la dobbiamo imboccare noi. Senza aspettare patenti di “libertassinità vera” da parte di esterni o interni che siano. Non ci interessa. Noi sappiamo chi siamo. Noi non ci attacchiamo ai codici FIP. Non siamo soliti ricordare ai piellini che hanno preso origine, di volta in volta, da acronimi strampalati, da Fides varie, persino da un’associazione Libertas….. Noi riconosciamo i piellini per quelli che ci troviamo di fronte al palasport. Loro non lo fanno ? Pazienza ! Noi siamo noi. Siamo qualcosa di più. E non certo (o non solo) per il +39, il +43, per il fatto che abbiamo vinto il doppio dei derby di loro o per il fatto che siamo arrivati il doppio di volte davanti a loro in classifica. Il nostro è uno stile di vita. Un modo di essere. Noi siamo libertassini.

Domenica inizia il campionato; il primo della storia della Libertas Livorno 1947. E il destino ha voluto che debba iniziare da Carrara, sponda Audax. Perché se quest’anno nel girone ci sono due squadre “carrarine” e la più forte sul campo sembra la cugina CMC, la storia del basket apuano l’ha fatta sicuramente l’Audax. I gialloblu che già negli anni 70 militavano in Serie B con LL e PL, proprio negli anni in cui la rivalità cittadina lanciava in orbita le due squadre labroniche fino a portarle nell’Olimpo dell’A1.

Il mi babbo mi diceva sempre “Ci sono due sole località in Toscana che possono competere con noi di Livorno per quanto riguarda l’ambiente caldo di uno stadio o di un palasport: Siena e Carrara”.

A Carrara era sempre una battaglia; ne sanno qualcosa i nostri cugini della PL, che lasciarono in casa loro (sul neutro di Viareggio, addirittura) una promozione in A2, perdendo contro i gialloblu una partita rocambolesca, risoltasi ai tempi supplementari, con annessa furente rissa tra giocatori a fine gara.

Era l’Audax dei fratelli Lanza, di Gallerini, di Saccaggi, di Dalle Mura. Di Diamanti, poi divenuto campione d’Italia come head coach del basket femminile.

La fredda cronaca parla di questa Audax Carrara come di una squadra giovane; i rumors dicono che sono ragazzi con l’argento vivo addosso e che sanno giocare a basket; sarà un esordio difficilissimo per i nostri eroi libertassini. A Carrara non si vince giocando a basket. A Carrara si vince prima con il cuore. Poi, semmai, giocando a basket.

Abbiamo un allenatore che motiva come pochi altri suoi colleghi sanno fare. E che nel 1984 era a Rimini, il sabato di Pasqua, in trasferta, a vedere la sua Peroni Libertas contro la Marr, con lo striscione amaranto che gli usciva dallo zaino. Non uno capitato per caso nella Libertas. Abbiamo giocatori che hanno sposato la causa da anni. Siamo 24 soci più altri 7/8 dirigenti. Un consiglio Direttivo infarcito di ex giocatori Libertas, guidato da un Presidente che in questi giorni ha dato l’anima e forse qualcosa di più per la società, così come aveva fatto il suo predecessore. Abbiamo, come società satellite, l’Academy Invictus del libertassino Doc Giampaolo Ghignola con i suoi oltre 300 bambini, la prima società di Livorno per numero di tesserati. Abbiamo, tra LL e Invictus, fior fior di allenatori e istruttori. Abbiamo un’Associazione di tifosi che collabora in maniera continua, efficace e costruttiva con la società, una cosa pazzesca, che solo a Trieste e a Bologna sponda Fortitudo hanno saputo fare prima di noi.

Tutto questo ci rende incredibilmente orgogliosi. Ieri, alla presentazione dei completini presso il main sponsor Opus, mentre guardiamo la gente entrare, Ale Fantozzi parlare, il sindaco, la stampa, tutti interessati alla LL, Andrea Luti (seduto accanto a me) mi si avvicina e mi dice “Ti rendi conto di quello che stiamo facendo tutti insieme…”.

In tutto questo, domani c’è l’esordio in campionato; sul campo della nobile e storica Audax Carrara; 40 minuti di macchina. Chi ha a cuore la Libertas domani deve fare il possibile per venire. I cugini della PL in trasferta vanno sempre con un buon numero, di questo devo dargliene atto. Ora tocca a noi. I discorsi stanno a zero. Come disse il Manzoni “oh dolente per sempre colui che narrando a suoi figli un bel giorno dovrà dir sospirando che non c’era, che la santa vittrice bandiera salutata quel dì non avrà”.