OPUS Libertas Livorno- Galli Terranuova Bracciolini 87-66

( 20-14 ; 40-33 ; 74-42 )

OPUS Libertas Livorno 1947: Bertolini 23 Tellini 5 Melosi 13 Niccolai 16 Lulli 5 Vivone 6 Ciardi 3 Malfatti 14 Marini 2 Ristori Colley Bongini All. Mori

A. GALLI : Coradeschi Iacomoni Rath 9 Baglioni Merico Falcioni 6 Mascherini 16 Gueye 15 Marengo 12 Baldi Kebede 2

Camerini 6. All. Baggiani

Arbitri: Uldanck e Forte

Viene da dire “era ora!”. Non è tanto per la vittoria quanto per l’atteggiamento visto in campo. La Libertas è apparsa fin da subito concentrata di fronte a una squadra tosta, condotta ottimamente dall’esperto Baggiani.

Marco Mori ha potuto condurre solo 4 allenamenti ma evidentemente è riuscito già a trasmettere qualcosa di buono. Si perché la sua squadra lotta e parte bene, spinta da un Melosi molto determinato anche in difesa.

Rath e Mascherini sono clienti ostici e tengono a galla l’Alberto Galli, ma ci pensa un mostruoso Bertolini a tenere avanti la Libertas. Alla fine saranno 23 punti e la bellezza di 21 rimbalzi per Bob!

Si va all’intervallo con una situazione ancora equilibrata. Mentre scendono in campo i ragazzi del Basket in Carrozzina della Toscana Disabili Sport Livorno, Mori da le sue indicazioni nello spogliatoio e al ritorno in campo, la Libertas macina punti e mette sotto la squadra ospite con le bombe di Malfatti e Niccolai.

Una difesa aggressiva e pensata per adattarsi alle caratteristiche degli avversari permette alla Opus di portare il vantaggio al +32.

Nell’ultimo quarto Terranuova ci prova e la zone press porta dei risultati. Qualche palla persa di troppo fanno rientrare il Galli che limita il passivo.

A un minuto dalla fine il coach mette in campo i giovani Bongini e Ciardi, il quale non si fa pregare e piazza anche la bomba. Un canestro meritato per un ragazzo d’oro a cui siamo tutti molto affezionati.

Finisce in bellezza, con la consapevolezza che c’è ancora tanto da migliorare. Si tratta di una bella vittoria ma per cambiare marcia bisogna contenere l’entusiasmo e lasciar lavorare Marco Mori.

Speriamo bene!