Silvio Gatto

Silvio Gatto può essere definito un vero e proprio eroe della pallacanestro labronica. Le sue gesta sono quasi epiche e hanno riguardato sia la Libertas che la Pallacanestro Livorno. Uomo apprezzato da entrambe le società, è praticamente impossibile non inserirlo nella nostra “hall of fame”.

Classe 1930, Gatto esordisce a soli 15 anni nelle fila della Pro Livorno nell’immediato dopo guerra al fianco di due imperatori del basket come Otello Formigli e Alfredo Damiani. Tre anni al CSI, poi all’US Livorno, con un intermezzo a Biella dove esordisce in serie A.

Nel campionato 1954/55 è alla Libertas e conquista di nuovo la serie A, giocando al fianco di gente come Andreo, Gremigni, Cacco Benvenuti ed Elio Becucci. Dopo un anno a Viareggio, si sposta sull’altra sponda e gioca nella PL per due anni, ma nel 1959/1960 torna alla Libertas dove resterà per altri 6 anni, di cui gli ultimi tre all’INA, la seconda squadra Libertas che militava in serie B. Smette di giocare a 35 anni ed è subito esordio sulla panchina della Libertas. Con una squadra infarcita di talenti come Chirico, Raffaele, il lungo Orzali Barconcini, Cempini, Guantini e Marcacci, conquista subito la serie A. L’anno successivo viene tuttavia sostituito da Formigli. La sua carriera come coach però andò avanti ancora a lungo. Indimenticabile la sua conduzione del Rosignano in serie C, dove crebbe molti giocatori di talento.

Gatto era un’ala di appena 1,80, ma dotato di un’elevazione straordinaria e di un atletismo più unico che raro per quei tempi. Riuscii nel non facile compito di evolversi tecnicamente, passando dal basket rudimentale della fine degli anni ’40 a quello più tecnico che iniziò a propagarsi tra le fine degli anni ’50 e gli inizi anni ’60.

Un gentiluomo un po’ taciturno che sapeva trasformarsi un guerriero quando era in campo e un allenatore innovativo e amatissimo dai suoi giocatori. Forse come coach avrebbe meritato di più, ma preferì dare priorità al suo lavoro e alla famiglia.

Silvio Gatto venne a mancare per un brutto male nel 1997, a soli 67 anni, e venne pianto da tutta la Livorno del basket. La sua presenza nella nostra hall of fame è un atto dovuto non solo per quello che Silvio ha dato alla Libertas, ma il suo eccezionale contributo a tutto il movimento cestistico cittadino!