Gianfranco “Cacco” Benvenuti

Cacco è un altro al quale la Libertas deve tantissimo, più di quanto si possa immaginare. E non basta certo la sua ufficializzazione nella “Hall of Fame” a celebrare la sua grandezza come uomo e come campione. Gianfranco nasce a Borgotaro nel 1932 ma è Livornese nell’anima e lo dimostra con la grinta e il temperamento che mette in campo. E’ soprattutto grazie al suo spirito combattivo che, nel 1954-1955, agli ordini del suo mentore Otello Formigli, esordisce in prima squadra nel campionato di Serie B.

C’è appena stata la fusione con l’US Livorno e il giovane Gianfranco dimostra ottime doti difensive a fianco di gente tosta come Civili, Baiocchi, Filacanapa e il grande Lorenzo Gremigni. Ma Cacco è già un allenatore in campo e studia i fondamentali con una meticolosità incredibile. E’ proprio Formigli a convincerlo a diventare un allenatore e, dopo il suo ultimo campionato da giocatore, nel 1958, Benvenuti prende in mano il settore giovanile della Libertas.

Nonostante il suo carattere un po’ burbero, Benvenuti ci sa fare con i ragazzi e la Libertas di quegli anni sforna un talento dopo l’altro. E’ lui a crescere gente come Villetti, Raffaele, Chirico, Guantini, Marcacci e tanti altri giovani virgulti. Dopo alcuni secondi posti con la squadra juniores, la Libertas ottiene il tricolore allievi nel 1965. Nel campionato 1967-68 sostituisce Formigli alla guida della prima squadra che milita in serie A, ma non riesce a evitare una sfortunata retrocessione nonostante la presenza di un grande pivot come Trajko Rajkovic. L’anno successivo, in serie B, chiude con un ottimo terzo posto con Chirico, Garibaldi, Natali e Guantini protagonisti. Quell’anno Cacco riesce a consolidare un gruppo molto solido, con gli inserimenti di due talenti come Stefanini e Paoli, ma decide di lasciare a fine campionato per accettare la proposta della Snaidero Udine.

Inizia un lungo girovagare e una serie di prestigiosi incarichi che lo consacrano un allenatore professionista di altissimo livello. Dopo due anni a Gorizia e tre come commissario tecnico della Nazionale femminile, si ferma alla Stella Azzurra per una breve parentesi e infine, nel 1978-1979, torna a Livorno per tentare l’assalto alla serie A.

In squadra trova il sedicenne Alessandro Fantozzi, il grande cecchino Giancarlo “Tazza” Guidi e il formidabile Massimo Giusti. In tre anni Cacco costruisce le basi per il passaggio in serie A1, inserendo fin da subito Fantozzi che, nonostante la giovane età, lo ripaga con prestazioni eccezionali e con il tiro libero a tempo scaduto che regalerà il sogno a tutti i Libertassini, dopo una serie molto combattuta contro la Giovinetti Bergamo.

La professionalità con cui gestisce i senior e la capacità di dar fiducia ai giovani sono caratteristiche distintive di Cacco, che decide di emigrare di nuovo per andare a Reggio Calabria. Permette alla Viola di fare il doppio salto dalla B all’A1 sfruttando al meglio le doti di Mark Campanaro e diventando noto per la sua difesa “match-up” con cui riesce a mettere in crisi anche le squadre offensivamente più carrozzate. Di recente i tifosi della Viola hanno lanciato una petizione per intitolargli il Palasport “Botteghelle”, anche se non c’è ancora stata l’ufficialità definitiva.

Nel 1986 è a Perugia e due anni dopo prende le redini di Trapani, altra città dove Cacco ha lasciato un ricordo indelebile. Dopo l’ottimo quinto posto in serie B del primo anno, Benvenuti conduce la squadra prima in A2, e nel 1990 c’è addirittura un’inaspettata quanto stupefacente promozione in A1. Trapani è la prima squadra Siciliana ad approdare nella massima serie! Dopo Trapani approda nella Bialetti Montecatini di Mario Boni e Andrea Niccolai, che porta subito dall’A2 all’A1. Ottiene due eccellenti salvezze in A1 per poi tornare nella sua amata Trapani, dove però resta solo 7 partite a causa di problemi personali.

A fine carriera è consulente del Basket Livorno. Cacco ci lascia il 17 Febbraio del 2012 all’età di 79 anni. Se lo porta via una brutta polmonite e, poco tempo dopo, è meritatamente inserito nella Hall of Fame della Pallacanestro Italiana. Gianfranco è stato indubbiamente un vincente ed ha lasciato il segno in tutte le piazze in cui ha allenato. Si può anche dire che sia stato un profeta in patria, non solo per la gloriosa promozione in Serie A2, dopo anni di battaglie in serie B, ma anche e soprattutto per aver forgiato decine di giocatori di ottimo livello. Tutti quelli che hanno avuto la fortuna di collaborare con Cacco lo ricordano con estremo piacere e con quell’inevitabile nostalgia per la stupenda pallacanestro dei tempi andati, che lui ha contribuito ad evolvere. Cacco ha attraversato tutte le epoche del basket divulgando l’importanza dei fondamentali, innovando, facendo rendere al meglio anche i giocatori più “focosi” e lavorando come un vero e proprio manager.

Meriterebbe di essere ricordato in modo più tangibile dalla sua città e cercheremo di farlo il prima possibile.