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Tutte le emozioni di una finale playoffs inaspettata

L’obiettivo dichiarato era entrare nel play-offs, il risultato è stato una finale con un avversario davvero forte e attrezzato come la Bakery Piacenza.

La dirigenza aveva fatto il possibile per assemblare una squadra forte ingaggiando uno “special one” della categoria come Gigi Garelli ma è bene ricordarlo: era il primo anno di serie B! Al di là di tutto, apparte un periodo un po’ buio attraversato dopo le prime quattro giornate di campionato, la Libertas ha sempre dimostrato uno spirito battagliero fuori del comune.

Prima ci sono state le fatiche affrontate con Pavia, battuta 3-1 ma solo dopo delle partite molto intense. Poi è stata la volta della fortissima Bernareggio, dotata di giocatori talentuosi come Aromando, Baldini e Laudoni. Infine la Bakery, già vincitrice delle Final Eight di coppa Italia, ottimamente allenata da coach Campanella, e potenziata da individualità importanti come quelle di Perin, Vico e Sacchettini.

Dopo la brutta sconfitta in gara 1, dove però l’ampio scarto è maturato solo nell’ultimo quarto, soprattutto a causa della verve offensiva di Vico, qualcuno può aver pensato che la serie si sarebbe chiusa facilmente a favore dei Piacentini.

Ma un Ammannato stellare e una prestazione tenace da parte di tutto il gruppo di coach Garelli ha rimesso la Libertas in pista.

Venerdì, in gara 3, si è vista tutta la stanchezza dei giocatori, che è risultata in mancanza di gamba e lucidità. Nonostante ciò, c’è voluto un Perin straordinario per scavare il solco fatale che ha permesso a Piacenza di prevalere.

Piacenza ha probabilmente qualcosa in più sotto il profilo offensivo, con almeno tre giocatori in grado di fare la differenza, e questo è testimoniato dal 23/3 ottenuto in stagione.

Ma la Libertas è dura a morire ed è una squadra fatta da uomini veri. Una volta può essere il guerriero Ricci a perforare le difese avversarie o a recuperare palle vaganti dalla spazzatura, la volta successiva ci può essere il carisma di Forti, la “garra” di Marchini o il dinamismo di Toniato. Ammannato è stato, a nostro avviso, il miglior centro del campionato e saremmo stati curiosi di vedere cosa sarebbe successo con un Castelli in forma. Un plauso va anche fatto a Leonardo Salvadori, per aver saputo sacrificarsi sotto i tabelloni e colpire spesso e volentieri al momenti giusto.

La serie A2 non era prevista ma è inutile dire che, arrivati a questo punto, è lecito sperare. Tuttavia, la cosa più importante era quella di creare un’atmosfera nuova e di far tornare i tanti Libertassini che avevano voglia di vedere un basket di qualità. I ragazzi sono stati encomiabili e l’obiettivo è stato raggiunto al 100%.

Oggi saremo nuovamente a fianco dei nostri eroi per sostenerli e, vada come vada, l’amore è gia sbocciato.

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