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Parola alla vera anima della Libertas Livorno 1947: Gianluca Mannucchi

Domenica sera era esausto. Ma soddisfatto.
Era stata una settimana intensa quella che Gianluca Mannucchi (Dirigente Responsabile della prima squadra) e tutti gli altri libertassini impegnati nel doppio evento di sabato avevano vissuto.
Ma il duplice successo (l’avvenuta omologazione del Palamodì al sabato e la vittoria contro Cecina della domenica) ha portato enorme entusiasmo nell’ambiente bianco-vinato. Gianluca, iniziamo a parlare dell’ok che l’omologatore ha dato al sontuoso impianto livornese…

E’ stata una cosa che ci ha impegnati molto. Noi ma anche e soprattutto il Comune (nelle persone del tecnico Capecchi, di Repetti e ovviamente del Sindaco) e i gestori del Modigliani Forum. Partivamo da una struttura bella, grande e dotata; ma dall’ultimo campionato giocato lì dentro erano trascorsi oltre dieci anni e le cose sono cambiate di molto nel frattempo. Alla fine è andato tutto bene e ora la nostra casa per le partite interne è un bijou che tutti ammirano e ammireranno. Abbiamo previsto percorsi (sia di accesso dall’esterno agli spogliatoi che dagli spogliatoi al campo) che sono perfettamente a norma con quello che le indicazioni della Fip prevedono inerentemente alle misure anti-Covid. Nessuna squadra di B gioca in un impianto così bello e sicuro. Speriamo che a breve possa cominciare ad accedervi anche un po’ di pubblico. Vorrei anche ringraziare tutti i libertassini facenti parte dello staff che hanno seguito questo task, da Brandolini a Federica Tani, da Michelangelo a Edo Tamalio (autore delle messa in piedi di tutti gli aspetti inerenti la diretta Web Tv e delle cose tipo speakeraggio e allestimenti stampa), dal vice-Presidente Giovanni Bernardo al factotum Michelangelo, dalle “bimbe” della segreteria ai membri dell’Associazione Tifosi e mi scuso se sto dimenticando qualcuno.

Queste vittorie stanno portando entusiasmo attorno alla squadra, lo dimostrano le visualizzazioni sia della partita in diretta che quelle dei post, nonché i tanti articoli dei quotidiani livornesi. Come intendete cavalcare l’onda del momento?

Ah, grazie della domanda…. Così mi permetti di ringraziare tutti i giornalisti per lo spazio che stanno riservando alla Libertas, con menzione particolare per gli amici de Il Tirreno, Francesco Parducci e soprattutto Andrea Masini: a parte che è piellino (NDR …e qui scatta una risata….) ma è veramente un ragazzo super, bravo giornalista e persona perbene. Poi c’è Fabrizio Pucci ma lui è uno di noi, ci fa emozionare ogni volta che parla o scrive della LL. Tornando alla tua domanda: siamo felici di poter constatare che ci sia enorme entusiasmo, del resto non ne dubitavamo. La fede e l’amore per la doppia L covavano sotto le ceneri, sapevamo che serviva una scintilla e questa scintilla ora sta scoccando; la squadra sta vincendo ma non è solo questo, perché arriveranno anche le sconfitte e sarà lì che dovremo stringerci ancor di più ai ragazzi; perchè stanno giocando bene (marchio di fabbrica storico per noi, visto lo spettacolo che in campo davano Fantozzi e i suoi compagni di squadra) e stanno lottando su ogni palla. In questo senso è stato capace il GM Della Noce a costruire questo “giocattolino”, partendo da un coach che è preparato e carismatico come pochi per arrivare a giocatori grintosi e capaci, alcuni dei quali sono veramente fuori categoria in B. Senza contare che pure lo staff tecnico e medico che supporta il coach è di primo livello.

Un giusto mix tra livornesi di scoglio e “forestieri” che si sono subito calati nella parte….

Esattamente ! Abbiamo come Capitano il figlio di un giocatore storico della Libertas più altri due livornesi Doc come Salvadori e il nipote d’arte Bonaccorsi. Così come livornesi sono i giovani Under 20 aggregati alla prima squadra, senza contare Marchini che ormai è livornese acquisito, Ivan Onojaife che è nella nostra città da quando era un ragazzino e Casella che è di Pisa. Poi c’è Ricci che incarna così bene lo spirito livornese da sembrare uno nato in via San Carlo. Non a caso piace ai tifosi in maniera incredibile.
Tra l’altro avevamo contattato anche altri giocatori livornesi (ce ne sono di fortissimi sparsi per la penisola) ma hanno preferito altre squadre. Comunque…chissà in futuro….. le strade si possono sempre incrociare… adesso siamo a posto così….

Che ci dici della rivalità con la Pielle….

Bella domanda per me che vengo da una famiglia che era tutta piellina all’infuori di me…. Idea mia personale: da una parte la ritengo un volano indispensabile per la rinascita del basket livornese; il fatto che ora stiano lavorando bene anche loro la ritengo una buona cosa per tutti; dall’altra credo che non debba essere l’unico terreno su cui costruire il nostro futuro. Noi dobbiamo guardare in casa nostra. Siamo la prima squadra di Livorno e abbiamo una struttura vasta e funzionale: 40 soci, l’Associazione Tifosi che viaggia a gonfie vele più altri tifosi “sciolti”, tra cui gli Sbandati, con il supporto di tanti sponsor (dai più piccoli, riuniti in un network ai main sponsor Opus e Maurelli). Tutto questo rappresenta una novità per Livorno e una garanzia per la continuità della Libertas. In tal senso rinnovo anche l’appello ai libertassini storici: seguiteci ! Per adesso su internet e poi vi aspettiamo al Palamodì, quando sarà possibile. Anzi, qualcuno potrebbe raccogliere il nostro invito ed entrare come socio. Si tratta di un piccolo investimento che consente di diventare comproprietari della squadra che hanno sempre tifato.

Un ultimo argomento: i giovani…

Da una parte non vediamo l’ora che riparta l’attività del settore giovanile: abbiamo tre squadre più un gruppo Minibasket che scalpitano per tornare sul parquet e con loro scalpita il loro Responsabile Tecnico, il libertassino storico Federico D’Elia. E poi c’è da dire che, in generale, dobbiamo avvicinare i giovani alla Libertas: ci siamo ritrovati tutti i quarantacinquenni e oltre che eravamo tifosi 30 anni fa; ci sono anche i più piccoli, che la stanno vivendo adesso; manca forse ancora la fascia di quelli che oggi hanno circa 30 anni e che non hanno vissuto gli anni d’oro della LL; compito nostro trovare il modo di far appassionare anche loro.

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