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Pillole dal passato: quando la Libertas divenne veramente grande

Campionato di Serie A anno 1966/1967, mentre in Vietnam imperversa la guerra e i ragazzi imitano i Beatles, mentre i Doors si ritirano e Simon & Garfunkel pubblicano lo stupendo album “Sounds of Silence, all’interno del piccolo palazzetto di via Allende la Libertas diventa grande.

Quel palazzetto quel giorno diventa un tempio nonostante possa contenere sole poche centinaia di persone. Oggi è intitolato a Maurizio Cosmelli, che pochi mesi più tardi perderà tragicamente la vita in seguito a un incidente mentre si trovava in mare a pescare.

La Libertas sponsorizzata Fargas è una squadra forte e dotata talenti cristallini fatti in casa. Ma la serie A è dura ed è necessario avere giocatori americani in grado di fare la differenza per restare a galla. Livorno ha un giocatore straordinario che si chiama Bill China Allen, purtroppo però quel giorno non si trova e mentre i ragazzi si scaldano, il leggendario Otello Formigli continua a chiedere notizie a Sandrino Lomi…”ma fa la bulletta? Si deve giocare con la Simmenthal e non si presenta?”

Otello indossava il papillon perché era un gran signore, ma aveva tutta la schiettezza e il coraggio del tipico livornese. Sandrino era l’anima della Libertas e non poteva certo permettere che la Libertas affrontasse la gloriosa Simmenthal Milano senza il suo americano!

Bill si trovava all’hotel Belmare ed era completamente ubriaco. Non c’era tempo da perdere e lo andarono a prendere. Fu lo stesso Otello a ficcargli due dita in gola per farlo vomitare e a “schioccarlo” sotto la doccia “diaccia marmata”.

I giocatori erano già in campo a battagliare. Nelle scarpette rosse c’erano campioni come Iellini, Vianello, Ongaro e l’angelo biondo Riminucci. Soprattutto c’era il fortissimo Chubin che non era certo facile da contenere.

Ma nella Libertas Gianfranco Guantini è assetato di sangue, Pozzilli e Andreo lottano sotto i tabelloni e Natalini colpisce da fuori. Quel giorno avviene una vera e propria magia. Baroncini, Bernardini e Chirico danno ritmo e fanno a fette questa corazzata e poi, ad un tratto, la figura ciondolante di Bill China Allen entra in scena…e non ce n’è più per nessuno.

Quel giorno Bill China Allen segnò 29 punti in venti minuti, distribuendo ben 8 stoppate.

La partità terminò 75-58 con un Lomi incontenibile che corse ad abbracciare quello strano americano ancora mezzo brillo. La Libertas quell’anno riuscì a salvarsi e ad assicurarsi la permanenza in serie A, ma quella vittoria rimase un trionfo assoluto.

La resilienza di Otello, la perseveranza di Lomi, la grinta di giocatori nati e cresciuti sugli scogli. Bill China Allen scomparve nel nulla. D’altronde era già fuggito per problemi di nostalgia. Un giornalista chiese a Formigli cosa ne pensasse del comportamento di Bill e Otello rispose: “era meglio se mi sognavo ghiande”.

Era un altro tempo e un’altra pallacanestro, ma i valori erano quelli a cui vogliamo ispirarci ancora oggi.

Fa bene ricordare un’impresa del genere e gli eroi che hanno contribuito a realizzarla perché noi eravamo, siamo e saremo Libertassini.

 

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